Speranza

I periodi di transizione, di crisi, di cambiamento sono i momenti in cui ti metti ogni giorno in discussione, ti guardi e osservi da fuori e decidi quello che puoi essere. Valuti le persone che ti circondano, osservi attentamente chi incroci sul tuo cammino e conosci in modo diverso chi in quel cammino, nel bene o nel male, è con te.

Ti ritrovi a proteggere qualcuno, a sopportare la delusione verso alcunii e a provare sentimenti nuovi per altri.

Pensi che non ce la farai, ma ogni giorno arriva la sera e ogni mattina affronti un’altra giornata pensando costantemente a qual è il tuo limite di sopportazione. Quanto può sopportare una persona prima di cedere? la risposta si rivela nei volti di chi ami, di quello che a loro mai vorresti far subire, di quanto il tuo male non debba mai diventare il loro.

E allora la parola più abusata nel tuo vocabolario diventa speranza, che altro non è che la tua forza, la tua determinazione, la tua capacità di capire che non c’è sconfitta o perdita che sia paragonabile a quello che sei riuscito a costruire con il tuo modo di essere, le idee, i valori, l’amore, la correttezza, la fiducia.

Così con semplicità, passano i giorni più difficili che tu abbia mai pensato di vivere e sai che potrebbero arrivarne di peggiori, perché quando una cosa la superi, poi sembra meno impossibile da affrontare e trovi comunque motivo per sorridere. Rimandi progetti a tempi migliori, impari l’arte della pazienza e soprattutto coltivi nel cuore sentimenti nuovi. Arriverà il momento per farli fruttare, per vivere nuove cose, nuove emozioni. Arriverà il momento in cui sarai sereno.

Riesci a cogliere l’essenza di persone sconosciute, trai beneficio da ciò che di buono trasmettono e aspetti, ti meravigli come situazioni, persone e fatti apparentemente lontani, siano in realtà fondamentali e importanti per definire chi sei e cosa vuoi.

Le difficoltà sono l’occasione per guardare a te stesso e ammirarti vivere.

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Letture del weekend

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Letture di inizio anno

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E tanto basta

Il 2011 non è ancora finito per me. Troppe cose difficili e pesanti persistono e il tempo sembra allungarsi. La stanchezza, dopo un anno così pesante, comincia a farsi sentire e quando poi mi ritrovo a cedere, ecco che mi si para davanti quello che conta per me, a ricordarmi cosa è importante, per cosa vale la pena di lottare, quello che ti fa sentire la vita dentro.

”Elena è rimasta con noi ca. 10 anni. Sono tanti, soprattutto perché eravamo in piena crescita e quindi, quando qualcuno mi chiede cosa è Elena per me, ci devo pensare su. Non è mia madre. Non è un mio parente. Non è una mia amica. E allora cosa è? Una volta avevo pensato al termine adulto di riferimento (fa ca@@re ovviamente) ma non è preciso. Questo termine non fa capire tutto il bene che le ho voluto e che le vorrò sempre. Una madre di solito si ama sempre e comunque, è biologico. Ho scelto di amarla, non mi è stato imposto. Lei è Speciale. E’ mia. E tanto basta.”

Così piango, sorrido e penso che tutto passa, tranne l’amore che si è scelto di dare.

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Auguri a tutti!

Cosa accade quando tutto si ferma? Cosa è più importante, l’attesa o il sogno?

Che anno strano, le cose non sono andate per niente bene. Solo difficoltà, ostacoli, salite. Se già pensavo che i due anni precedenti fossero stati duri, questo li batte alla grande. Tanto che ho timore di iniziare il prossimo. Eppure, con tutta l’ansia che mi porto dietro, non riesco a sentirmi a terra. Forse è l’istinto di sopravvivenza, ma forse è la consapevolezza di sapere che c’è un altro modo di vedere la vita.

Non è una consolazione, è il sapere di avere persone che ti amano e che ti sostengono. Non si è soli. Ci sono le persone che ti aiutano e ti amano per quello che sei. Le cose sono cose. Si perdono, si comprano, si vendono. Gli affetti no.

La salute può abbandonarti, ma se la ritrovi è vita. Più di prima.

L’incertezza esiste, ma si indebolisce quando la prendi in mano.

Anche se quest’anno non ho avuto il tempo per gongolarmi nello spirito natalizio, voglio augurarvi delle serene feste, piene di amore e affetti, di forza e sorrisi, di voglia di vivere sempre e comunque.

Ogni ostacolo, alla fine, è solo una conquista!

AUGURI!

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walking

Un anno orribile. Non è ancora finito e forse inizierà un altrettanto difficile 2012. Ma porca miseria, io non riesco, ma soprattutto non voglio, guardare solo alle cose difficili. Sono stata male, non riuscivo quasi a parlare e camminare e sono guarita. Ho capito che se voglio, posso. Ho avuto soddisfazioni solo da ciò che ho creato io. Ho capito che avere dei progetti, ti nutre l’anima, ti aiuta ad andare avanti con la luce negli occhi. E la stanchezza diventa più sopportabile. Ho intorno persone meravigliose. Niente è importante come i rapporti umani. Cosa sarebbe la vita senza le persone che mi sono state vicino! Non voglio scrivere un post melenso, ma solo sottolineare che davvero gli amici, gli affetti e l’amore in tutte le sue forme sono la cosa fondamentale per vivere. Non ci fosse questo, sarebbe difficile superare ogni situazione dura che la vita prima o poi ti presenta.

 

 

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Aquatube: non provare con nessun altro rotolo!

 

 

 

 

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Incontri

Lo senti e lo vedi il coraggio. Il modo di guardare e di non guardare. Il momento in cui trasmette emozioni e il momento in cui i ricordi le mordono ancora e sempre il cuore.
Lei è Azra Nuhefendic. Ha vissuto la guerra della ex Jugoslavia. Vive e lavora come giornalista a Trieste.

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Di foto e di parole appese.

Sospesa.
Le mie emozioni appese al muro.
Le mie parole date consapevolmente in mano a chi non mi conosce.
Mi sembra di essere sospesa davanti agli altri, mi sembra di sentire occhi puntati su di me, anche se sono sola, a casa.
So che c’è chi osserva e legge di me.
È strano e liberatorio allo stesso momento.

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Ogni giorno

La sveglia è il traguardo degli incubi notturni.
La routine il calmante.

La discesa, la tappa per gettare la spazzatura, l’auto.
Alle 7.30 passa l’uomo con la carriola e ogni mattina mi chiedo come faccia a riempirla di tutte quelle cose assurde da buttare.
E’ rosso. Sempre.
Il primo sorriso della giornata lo riservo alla nevicata di foglioline gialle sulla pista ciclabile.
Un altro rosso.
La corsia di destra è sempre libera e ogni giorno mi chiedo perché tutti gli abitudinari come me continuino a rimanere in quella di sinistra e ogni giorno mi rispondo che lo fanno per non tagliare la mia routine.
Finalmente vedo il mare.
Non dimentico mai di girarmi a guardarlo e ogni giorno mi chiedo cos’è l’infinito.
Alle 7.40 prendo la rampa.
Guardo il porto e cerco di contare le navi ormeggiate.
Ogni giorno, penso che, nonostante tutto, la ferriera abbia una sua affascinante e triste imponenza.
Davanti a me, vedo il sole salire sopra le colline. Mi acceca e mi rasserena e l’ansia degli incubi sparisce definitivamente.
Ogni giorno mi dico che una mattna tirerò dritto invece di svoltare verso Muggia.
Odore di caffè.
Rampa, rotonda, Noghere.

Respiro profondamente e mentre sospiro scendo dalla macchina.

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